Docenti di sostegno, l’Europa boccia l’Italia, costretti a cambiare: specializzazioni aperte a tutti e stop posti in deroga fino 30 giugno.

Giovanni Corrao, Responsabile Nazionale Confintesa L. C. descrive gli effetti della recente sentenza del Consiglio d’Europa sulla pessima gestione del sostegno agli alunni con disabilità nelle scuole italiane, che porta all’assegnazione di oltre la metà dei docenti precari e in gran parte non specializzati.

Parliamo della sentenza del Consiglio d’Europa sul sostegno: in Italia vi sono diverse situazioni che penalizzano docenti e alunni con disabilità.
In Europa è stato accolto un reclamo del 2021 dei collegi di Anief. Questo reclamo metteva in evidenza la grave situazione in cui si trovano i docenti di sostegno che non possono abilitarsi perché non ci sono sufficienti posti per tutti e non possono essere stabilizzati.

In Italia vi è una normativa che li penalizza ulteriormente perché i posti in deroga possono essere coperti soltanto da personale supplente. Ora sarebbe opportuna una raccomandazione da parte del Consiglio dei ministri dell’Europa affinché intimi all’Italia di modificare la normativa nazionale per stabilizzare questo personale. Sono violati infatti almeno due articoli della Carta sociale dei diritti europei: uno riguarda gli alunni con disabilità, ai quali viene negata l’inclusività, perché non hanno docenti specializzati e non sono sicuri di averli poiché i docenti comunque sono mancanti; un secondo articolo riguarda anche i docenti, perché non sono sicuri di potere avere una carriera all’interno della scuola perché non potranno aspirare alla stabilizzazione.

E’ un obiettivo importante quello che è stato raggiunto attraverso il Consiglio d’Europa: cosa potrà accadere in futuro?
Ci aspettiamo, che vengano riconfermati dei corsi di sostegno e di specializzazione aperti a tutti, che siano basati non sui numeri delle università, ma sulle effettive esigenze del territorio e delle scuole.

Ci aspettiamo un cambio della normativa, perché  i posti in deroga devono essere trasformati,  soltanto così sarà possibile la stabilizzazione. Ricordiamo che questi docenti sono più della metà di tutti i precari, oltre 100.000 precari, solo su sostegno.

Siamo stati critici contro il Ministero per la conferma del docente di sostegno precario attraverso l’indicazione delle famiglie: questo modello sembra che verrà attuato anche nel 2026/27.
Questa è  una delle normative adottate in Italia che deve essere superata, perché la conferma dell’insegnante di sostegno non di ruolo da parte delle famiglie degli alunni con disabilità  svilisce la professionalità dei docenti, visto che possono essere riconfermati anche docenti che non sono specializzati. Tutto questo pregiudica sicuramente il merito.

Comunicato Stampa

Palermo, 28/12/2025


 

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