Cavasino (Confintesa L.C.): carta del docente: il nodo dello sciopero bianco e la tutela dei discenti.
Apprendiamo con viva preoccupazione le indiscrezioni relative alla rimodulazione della Carta del Docente, che da 500 euro è già stata ridotta a meno di 400 e che ora verrebbe portata a circa 350 euro, con ulteriori vincoli burocratici che ne snaturano la finalità.
Un segnale grave verso una categoria che continua ad operare con vera e riconosciuta professionalità.
In queste ore, da più parti, viene indicato come modello quanto avviene in Trentino e Alto Adige: per un periodo, attenersi rigorosamente al solo orario contrattuale, senza progetti extra, senza gite, senza incarichi aggiuntivi. Un legittimo “sciopero bianco“.
Come Segreteria Nazionale comprendiamo le ragioni di questa proposta, ma dobbiamo con onestà evidenziare un nodo etico e professionale che ci appartiene:
“emulando integralmente quel modello, a pagarne le conseguenze sarebbero esclusivamente i discenti”.
E i docenti italiani, proprio in ragione della loro elevata professionalità, non hanno mai inteso e non intendono penalizzare gli alunni per rivendicare diritti che spetta alle Istituzioni garantire.
La scuola non può reggersi sul ricatto morale verso chi lavora per vocazione, sapendo che non lascerà mai soli i ragazzi. Per questo, come Confintesa Lavoratori della Conoscenza, riteniamo che la protesta debba assumere forme che colpiscano il sistema e non gli studenti:
- Sciopero bianco delle sole attività burocratiche e non didattiche: nessuna compilazione di piattaforme ridondanti, nessun progetto che prevede rendicontazioni estenuanti, nessun incarico aggiuntivo non retribuito equamente, mantenendo intatta l’offerta formativa curricolare, le attività con gli esperti e i viaggi di istruzione che arricchiscono il percorso dei discenti.
- Rispetto rigoroso del mansionario: nessun compito improprio, nessuna sostituzione a tappeto, nessuna attività che esuli dal profilo professionale.
In questo modo si metterebbe in evidenza l’apparato burocratico che soffoca la scuola, non la didattica. Si evidenzierebbe quanto lavoro invisibile regge il sistema, senza togliere un’ora di crescita ai nostri ragazzi.
Sono le Istituzioni che, riducendo progressivamente la Carta del Docente e mantenendo retribuzioni tra le più basse d’Europa, penalizzano indirettamente i discenti, perché mortificano chi ogni giorno garantisce con professionalità il diritto all’istruzione.
Noi non lasceremo soli gli studenti!! Chiediamo alle Istituzioni di non lasciare sola la scuola.
Comuicato Stampa
Roma 02.11.2026
Prof.ssa Roberta Cavasino


Con calma e senza spingere direbbe qualcuno. Il discorso è complesso ed articolato. Diciamo che l'ideale sarebbe un docente con…